Re e Regine
Posted By chinasky on February 6, 2010
Ci siamo. L’ultima notte della Nfl è alle porte, si chiama Super Bowl e, per qualche americano, è dopo il Thanksgiving Day la “festa” più importante d’America. L’ultima partita di scacchi sta per essere servita, re nero contro re bianco, Drew Brees contro Peyton Manning. Le regine della serata saranno Colts e Saints ma alla fine l’incoronazione sarà per una soltanto. Ed è normale che si parli di regine, di fronte abbiamo le due migliori squadre di regular season, la numero 1 della Afc contro la numero 1 della Nfc. Il Super Bowl numero 44 segnerà la storia di due squadre ed in modo definitivo traccerà la carriera di due dei migliori quarterback del decennio.
Gli Indianapolis Colts, lo scrivevo mesi fa, hanno sfruttato al meglio l’occasione, una stagione strana in Afc, senza la consistenza e la continuità di alcune tra le migliori squadre del campionato. Non potevano fallire, non lo hanno fatto ed ora tornano a giocarsi il titolo dopo averlo vinto (prima volta da quando risiedono nell’Indiana) nel 2006. Peyton Manning a sessanta minuti dal poter essere proclamato uno dei più grandi perché, visto il talento, un anello sembrava scontato, quasi obbligatorio, due farebbero la differenza e lo metterebbero in una posizione eccellente nella storia del gioco.
Di fronte i Saints, alla prima apparizione di sempre. Scherzava David Letterman l’altra sera: ci sono voluti 42 anni per New Orleans, non hanno dovuto aspettare così tanto nemmeno per i soccorsi dopo Katrina. Già, Katrina. L’anno seguente al tremendo uragano i Saints tornarono ai playoff dopo una vita e persero la finale di conference contro i Chicago Bears poi spettatori proprio del primo trionfo di Manning. Adesso molti attendono quel risarcimento che solo lo sport può dare, un risarcimento morale, una notte che sia gioia per tutti. Contro chi a New Orleans c’è nato, come Peyron, figlio di Archie ex idolo (e quarterback) proprio della città della musica e della magia nera.
Indianapolis favorita per esperienza e qualità, ma anche per la compattezza dimostrata ai playoff. Prima vittoria dopo un “bye” nell’era Manning, grande rimonta sui sorprendenti NY Jets. In altre stagioni avremmo visto Indy sciogliersi davanti alla freschezza dell’avversario, stavolta abbiamo visto salire l’intensità del gruppo, la difesa alzare il tono dello scontro, Manning tagliuzzare l’avversario con classe e disciplina.
I Saints arrivano all’evento più importante con qualche dubbio. La finale di Nfc ci ha detto che Minnesota ha giocato meglio, ha conquistato 14 primi down in più, ha potuto amministrare la gara. Ma ha perso 6 palloni e contro un attacco come quello dei Saints certe cose le paghi perché questi, di punti a tabellone, ne riescono a mettere sempre tanti. Proprio questa è l’arma di Sean Payton oggi: tenere il risultato alto, giocarsela a chi segna di più. Perché in difesa la tattica sarà la stessa di tutta la postseason: mettere le mani addosso al quarterback avversario, rischiare molte penalità ma colpirlo, intimorirlo, farsi sentire per spezzare il ritmo.
Basterà aspettare domani sera per vedere se la pressione schiaccerà New Orleans o se Brees e soci riusciranno a tenere il passo dei Colts e a giocarsela fino in fondo. Gli ultimi Super Bowl sono spesso stati combattuti e aperti sino agli ultimi minuti. La speranza degli appassionati è che, domani, non faccia eccezione. Ci si vede a Miami, dove Manning ha già vinto. In Florida non c’è bel tempo, il Super Bowl è a rischio pioggia, proprio come quella notte di tre anni fa. Saints o Colts, ormai non c’è più tempo: solo una rimarrà scritta nel libro dei vincitori.





Peyton Manning ha vinto il quarto titolo di MVP, il secondo consecutivo, dopo le stagioni che lo videro vincere la classifica di AP nel 2003, 2004 e, appunto, 2008. Solito discorso su questi premi individuali, fanno parte del gioco, delle statistiche, di scelte umane che si possono condividere o meno e che nell’arco della loro storia lasciano sempre qualche ingiustizia dietro di sé. Ciò non toglie che mentre la Nfl elegge sul proprio sito Tom Brady come miglior atleta della decade Manning rompe la parità con Brett Favre in fatto di MVP vinti e diventa il primo giocatore di sempre a prendersi per così tante volte questo riconoscimento (ma anche con Jim Brown e Johnny Unitas a voler essere precisi, anche se il termine MVP è riconosciuto dal 1961 e la storia è un po’ lunga).
I Crimson Tide hanno dovuto aspettare 17 anni, ma ora l’attesa è finita, nella notte di una Pasadena che ha visto Nick Saban riconfermarsi allenatore vincente al college dopo il fallimento in Nfl e l’Heisman Trophy 2009 Mark Ingram (22/116, 2 TD) rendersi protagonista e confermare il proprio valore nel match più importante dell’anno. Nulla da fare per Texas e il quarterback Colt McCoy (uscito subito dal gioco per un infortunio che ha cambiato subito le condizioni in campo), la stagione di Aalabama aveva dato segnali di super potenza anche e soprattutto rispetto ai Longhorns, ed il Championship della BCS è servito soltanto a confermare questa sensazione.
Gennaio ci dirà chi potrà partecipare al Super Bowl, febbraio chi sarà campione Nfl. Poco più di un mese per avere il verdetto finale che oggi appare più indecifrabile che mai. Fare i pronostici per la Nfl, lo si è detto mille volte, è peggio che giocare al Superenalotto, e la Week 17 lascia più dubbi che altro. Completato il “tabellone” Afc non resta che aspettare sabato per le Wild card, uno dei week end di solito più divertenti e impronosticabili della lega. Facile oggi parlare di Dallas per la Nfc, i Cowboys si sono levati di dosso la maledizione di dicembre, hanno chiuso la stagione in crescita, hanno rifilato due “cappotti” ad altrettanti rivali divisionali, vinto la Nfc East e spazzato via Philadelphia che, pochi giorni fa, era vista da molti come possibile regina della conference.