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	<title>3rd and Long</title>
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		<title>Re e Regine</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:46:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Il logo del Super Bowl XLIV" src="http://www.hollywoodwiretap.com/content/images/bet-super-bowl-xliv-miami.jpg" alt="" width="313" height="157" />Ci siamo. L&#8217;ultima notte della Nfl è alle porte, si chiama <strong>Super Bowl</strong> e, per qualche americano, è dopo il Thanksgiving Day la &#8220;festa&#8221; più importante d&#8217;America. L&#8217;ultima partita di scacchi sta per essere servita, re nero contro re bianco, <strong>Drew Brees</strong> contro <strong>Peyton Manning</strong>. Le regine della serata saranno Colts e Saints ma alla fine l&#8217;incoronazione sarà per una soltanto. Ed è normale che si parli di regine, di fronte abbiamo le due migliori squadre di regular season, la numero 1 della Afc contro la numero 1 della Nfc. Il Super Bowl numero 44 segnerà la storia di due squadre ed in modo definitivo traccerà la carriera di due dei migliori quarterback del decennio.</p>
<p>Gli Indianapolis Colts, lo scrivevo mesi fa, hanno sfruttato al meglio l&#8217;occasione, una stagione strana in Afc, senza la consistenza e la continuità di alcune tra le migliori squadre del campionato. Non potevano fallire, non lo hanno fatto ed ora tornano a giocarsi il titolo dopo averlo vinto (prima volta da quando risiedono nell&#8217;Indiana) nel 2006. Peyton Manning a sessanta minuti dal poter essere proclamato uno dei più grandi perché, visto il talento, un anello sembrava scontato, quasi obbligatorio, due farebbero la differenza e lo metterebbero in una posizione eccellente nella storia del gioco.</p>
<p>Di fronte i Saints, alla prima apparizione di sempre. Scherzava <strong>David Letterman</strong> l&#8217;altra sera: ci sono voluti 42 anni per New Orleans, non hanno dovuto aspettare così tanto nemmeno per i soccorsi dopo Katrina. Già, Katrina. L&#8217;anno seguente al tremendo uragano i Saints tornarono ai playoff dopo una vita e persero la finale di conference contro i Chicago Bears poi spettatori proprio del primo trionfo di Manning. Adesso molti attendono quel risarcimento che solo lo sport può dare, un risarcimento morale, una notte che sia gioia per tutti. Contro chi a New Orleans c&#8217;è nato, come Peyron, figlio di Archie ex idolo (e quarterback) proprio della città della musica e della magia nera.</p>
<p>Indianapolis favorita per esperienza e qualità, ma anche per la compattezza dimostrata ai playoff. Prima vittoria dopo un &#8220;bye&#8221; nell&#8217;era Manning, grande rimonta sui sorprendenti NY Jets. In altre stagioni avremmo visto Indy sciogliersi davanti alla freschezza dell&#8217;avversario, stavolta abbiamo visto salire l&#8217;intensità del gruppo, la difesa alzare il tono dello scontro, Manning tagliuzzare l&#8217;avversario con classe e disciplina.</p>
<p>I Saints arrivano all&#8217;evento più importante con qualche dubbio. La finale di Nfc ci ha detto che Minnesota ha giocato meglio, ha conquistato 14 primi down in più, ha potuto amministrare la gara. Ma ha perso 6 palloni e contro un attacco come quello dei Saints certe cose le paghi perché questi, di punti a tabellone, ne riescono a mettere sempre tanti. Proprio questa è l&#8217;arma di <strong>Sean Payton</strong> oggi: tenere il risultato alto, giocarsela a chi segna di più. Perché in difesa la tattica sarà la stessa di tutta la <em>postseason</em>: mettere le mani addosso al quarterback avversario, rischiare molte penalità ma colpirlo, intimorirlo, farsi sentire per spezzare il ritmo.</p>
<p>Basterà aspettare domani sera per vedere se la pressione schiaccerà New Orleans o se Brees e soci riusciranno a tenere il passo dei Colts e a giocarsela fino in fondo. Gli ultimi Super Bowl sono spesso stati combattuti e aperti sino agli ultimi minuti. La speranza degli appassionati è che, domani, non faccia eccezione. Ci si vede a Miami, dove Manning ha già vinto. In Florida non c&#8217;è bel tempo, il Super Bowl è a rischio pioggia, proprio come quella notte di tre anni fa. Saints o Colts, ormai non c&#8217;è più tempo: solo una rimarrà scritta nel libro dei vincitori.</p>
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		<title>Cards e Ravens avanti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 19:44:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d815a5531_gallery_600.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-530" title="Kurt Warner impazzisce di gioia, i Cardinals avanzano al Divisional Playoff della Nfc" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d815a5531_gallery_600.jpg" alt="" width="150" height="241" /></a>Abbiamo dovuto aspettare l&#8217;ultima partita del week end per trovare spettacolo, punti, tensione e, soprattutto, una gara equilibrata. La domenica delle wild card si è aperta con la vittoria di Baltimore a Boston contro i <strong>New England Patriots</strong>, sconfitta, quella dei Pats, che chiude inevitabilmente un ciclo. In attesa di vendicare lo scivolone al Super Bowl clamorosamente perso contro i Giants, i ragazzi di <strong>Bill Berlichick</strong> sono incorsi prima nell&#8217;infortunio di<strong> Tom Brady</strong> e poi nella stagione che ha visto il tentativo di recuperarlo e di rimettere in piedi una squadra davvero quadrata.</p>
<p>Stagione altalenante quella dei Patriots e conclusa malamente in casa con una sonora sconfitta. I Ravens si impongono 33-14 e nel primo tempo diventano un vero e proprio incubo per i padroni di casa. Ventiquattro punti, un primo gioco da 83 yard e touchdown di <strong>Ray Rice</strong> (22/159, 2 TD), forza e recupera un fumble, intercetta due volte Brady. Per i Ravens è l&#8217;apoteosi, New England proverà a rialzarsi ma senza mai davvero andare vicina a qualcosa che assomigli ad una vera rimonta. Baltimore esce con le corse, una difesa rapida e pesante, forza turnover e lascia Joe Flacco  fare lo spettatore in campo: 10 i lanci chiamati, 34 le yard, 5 incompleti più un intercetto. Da queste parti bisonga sperare che ogni domenica sia come l&#8217;ultima e, al Divisional, arrivano i Colts, con un Peyton Manning che oggi vale qualcosa in più di Brady. Ed anche Indianapolis vale più di questi Patriots. Giusto correre e difendere bene, ma prima o poi la palla andrà messa in aria seriamente e questo Flacco, almeno in postseason, continua ad essere più un oggetto misterioso che altro.</p>
<p>Lo splendore arriva da Glendale, Arizona, una battaglia aerea incredibile, difese costantemente battute e 96 punti totali a tabella. La spuntano i Cardinals in <em>overtime </em>grazie a un fumble riportato in meta da <strong>Karlos Dansby</strong>. Come nella gara precedente anche questa vede una squadra, i Cards, partire col piede decisamente schiacciato sull&#8217;acceleratore: 17-0 il primo quarto, 24-10 il secondo. Poi <strong>Aaron Rodgers</strong>, a un passo dall&#8217;essere MVP del week end, tira fuori talento e rabbia e spinge i suoi ad un passo dall&#8217;impresa.  Prima spinge i suoi sul 38 pari poi, dopo l&#8217;ennesima meta avversaria, sul 45-45. Solo il fumble forzato da <strong>Michael Adams</strong> ferma, improvvisamente, i sogni dei Packers.</p>
<p>Pur con due difese completamente dominate, la partita è godibile e spettacolare, in campo due immensi quarterback, il presente ed il passato che si scontrano nella tana senza età dei playoff. Forse, ma solo forse, nel freddo del Wisconsin, il vecchio <strong>Kurt Warner</strong> non ce l&#8217;avrebbe fatta, ma questo è il gioco, questa è la Nfl. Alla fine, dopo tre partite chiuse troppo in fretta dalla supremazia di una delle squadre in campo, una partita caldissima che tiene tutti sul divano fino alle 2 di notte a spalancare la bocca per ogni giocata. Aaron Rodgers e i suoi Packers hanno dato tanto e dimostrato che le basi sono ottime, che il futuro può essere loro. Il quarterback di Green Bay ha staccato l&#8217;ultima pagina di <strong>Brett Favre</strong> dalle memorie dei tifosi <em>gialloverdi</em>. Un intercetto l&#8217;unica macchia di una partita che dice 28/42, 422, 4 TD. Peccato sia partito freddo e peccato per quel lancio appena lungo ai supplementari, ma al menù ha aggiunto una meta su corsa, giusto per gradire. E peccato che dall&#8217;altra parte nessuno abbia arginato la voglia e la rabbia di un quasi quarantenne che ha voluto ricordare a Rodgers cosa sono classe, esperienza e volontà. Kurt Warner ha giocato la <em>Partita</em>, quella con la maiuscola, sbagliando quasi nulla e alzando numeri spaventosi neanche fosse ancora alla guida di quei magnifici Rams di dieci anni fa. Warner completa 39 passi su 43  e lancia 5 touchdown pass. Il suo <em>rating </em>è 154.1 in un valore che trova la perfezione a 158.3; eppure io, di imperfetto, non visto nulla.</p>
<p>Sabato Arizona contro New Orleans, Warner contro Dreew Brees: possibile un&#8217;altra battaglia aerea, possibile un&#8217;altra notte di fuochi d&#8217;artificio.</p>
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		<title>Sorpresa Jets, finalmente Cowboys</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 16:40:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d8159fe9b_gallery_600.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-521" title="Le cheerleader di Dallas fanno finalmente festa, i Cowboys tornano a vincere ai playoff" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d8159fe9b_gallery_600.jpg" alt="" width="240" height="360" /></a>NY Jets</strong> e <strong>Dallas Cowboys</strong> sono le prime due squadre a uscire vincenti dal Wild card week end e a staccare un buglietto per i Divisional Playoff della prossima settimana. New York attende la sfida tra Ravens e Ptariots per sapere se si troverà di fronte a Indianapolis o San Diego tra sette giorni, mentre Dallas guarderà alla gara di stasera tra i Cardinals e i Packers per scoprire con chi dovrà avere a che fare per tentare di accedere al Championship della Nfc. L&#8217;inizo dei playoff non è stato particolarmente esaltante, da una parte la delusione Cincinnati, squadra che per lunghi tratti in stagione era sembrata piuttosto quadrata ma che ieri sera ha messo in campo davvero poco. Benché il risultato non sia di una distanza abissale (24-14 per i Jets il finale) i <strong>Bengals </strong>sono stati davvero in partita fino al 7-14 verso lo scadere del secondo quarto e, da lì in avanti, non hanno mai davvero dato l&#8217;impressione di potersela davvero giocare. Sull&#8217;altro versante Dallas replica la stessa partita di domenica scorsa e spazza via gli <strong>Eagles </strong>per la seconda volta di fila (3-0 il record degli scontri diretti 2009). Una festa attesa, celebrata e ottenuta grazie a una prestazione quasi perfetta di tutta la squadra che mai ha lasciato intendere di voler calare la pressione sull&#8217;avversario se non a risultato più che blindato in cassaforte.</p>
<p>In ordine di tempo. A Cincy scendono in campo Bengals e Jets, stadio caldo e l&#8217;impressione è che un rookie come <strong>Mark Sanchez </strong>non possa gestire un ambiente di questo tipo. Sbagliato. A cadere in &#8220;trance&#8221; è <strong>Carson Palmer</strong> (18/36, 146, TD, INT) che lancia male per quasi tutta la gara. Non lo aiutano i wide receiver con qualche drop di troppo, ma nel complesso è lui a non trovare mai il ritmo giusto anche grazie a una buona difesa avversaria. <strong>Chad Ochocinco</strong> (2/28) oggetto misterioso della gara e coperto alla perfezione dal solito <strong>Darrelle Revis</strong> (2-1, INT) non incide mai, corre bene <strong>Cedric Benson</strong> (21/169, TD) che una meta da 47 yard trova il guizzo in mezzo a tanta mediocrità dei suoi e prova a rimettere in piedi la gara nell&#8217;ultima frazione di gioco. Nella serata totalmente sballata di Cincy ci si mette anche il kicker <strong>Shayne Graham</strong> che sbaglia 2 field goal piuttosto semplici. Sei punti che, nel complesso, non avrebbero forse modificato l&#8217;esito della partita ma che sicuramente avrebbero aiutato la squadra a tenersi moralmente in piedi e a giocarsi un ultimo drive con meno pressione addosso e meno punti da mettere in tabellone. Il kicker che aveva ricevuto il tag per questa stagione ha invece affossato due drive decisivi di Palmer e soci e lasciato che i Jets prendessero il largo.</p>
<p><a href="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d8159d5ee_gallery_600.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-522" title="I Jets festeggiano una meta" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d8159d5ee_gallery_600.jpg" alt="" width="210" height="248" /></a>Jets che al contrario di quanto detto prima hanno trovato in Sanchez (12/15, 182, TD) il giocatore capace di gestire con pochissimi rischi e pochi errori la partita. Sanchez non è andato sotto pressione, ha sfruttato una magnifica partita della solidissima linea che si trova davanti e ha lasciato che fosse più <strong>Shonn Greene</strong> (21/135, TD) di altri a sfiancare la difesa avversaria. Buona prestazione di New York, concentrata e quadrata al punto giusto, senza eccessi e con le idee giuste nei momenti in cui serviva. Due big play nel secondo quarto (una corsa di Greene da 39 yard e una ricezione di <strong>Dustin Keller</strong> da 45) sono stati trasformati in quei 114 punti che hanno subito ribaltato il risultato e affondato i Bengals.</p>
<p>Due parole in più le merita proprio Dustin Keller, tight end al secondo anno uscito da Purdue protagonista di tre giocate fondamentali. La prima, un blocco magnifico e potente sulla corsa da TD di Greene, la seconda è la sua ricezione da 6 punti per 45 yard e la terza un&#8217;altra lunghissima conquista, 43 yard, successiva a una palla ricevuta da Sanchez due giochi dopo la meta di Benson. Keller portava così palla sulle 23 avversarie e ne sarebbero usciti tre punti dal piede di <strong>Jay Feely</strong> (ieri anche i versione punter) che portavano i Jets a +10 e chiudevano la gara.</p>
<p>In Texas si assiste invece alla totale disfatta di Philadelphia, anch&#8217;essa come Cincinnati arrivata fino a qua mostrando a tratti le sembianze di una delle squadre più forti della conference di appartenenza. I Cowboys invece chiudono il cerchio, fanno filotto e vincono una gara di playoff dopo 13 anni. Per la prima volta dopo più di due lustri Dallas ottiene un record vincente nelle partite giocate tra dicembre e gennaio eppure, anche in questa stagione 2009, la maledizione sembrava essere tornata a bussare alle porte dei Cowboys. Dopo una striscia vincente di 7 gare, infatti, i &#8216;Boys esordivano nell&#8217;ultimo mese dell&#8217;anno con due sconfitte (Giants e Chargers) per poi ritrovarsi e reagire da veri campioni.</p>
<p><a href="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d8159fe8b_gallery_600.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-523" title="Felix Jones segna un touchdown dopo 73 yard corse" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/09000d5d8159fe8b_gallery_600.jpg" alt="" width="210" height="140" /></a>Vittoria sofferta contro gli allora imbattuti Saints, <em>shutout </em>a Washington e Phila, conquista della division e, ieri, passaggio del turno. Oggi Dallas &#8220;assomiglia&#8221; alla squadra più calda della Nfc e andrà tenuta seriamente d&#8217;occhio. Sulla partita c&#8217;è pochissimo da dire. Nei padroni di casa funziona tutto, grande difesa (4 sack e altrettanti palloni recuperati) in costante pressione sul quartreback avversario, velocità e colpi duri. Ottimo attacco che sbaglia poco, corre bene (<strong>Felix Jones</strong> chiude a 16/148 e un TD) e un <strong>Tony Romo</strong> (23/35, 244, 2 TD) che sbaglia pochissimo e mette su buoni numeri. Per Phila funziona solo un gioco tra Michael Vick e Jeremy Maclin che porta a un touchdown da 76 yard e fissa il risultato sul momentaneo 7 pari. Poi il vuoto, a parte un intercetto di Macho Harris poi giustamente corretto dal <em>challenge </em>di <strong>Wade Phillips</strong>. Intercetto che arrivava subito dfopo la meta degli Eagles e, forse, avrebbe potuto dare un altro senso alla gara ma non credo un altro esito visto che in campo non ci sono mai state due squadre.</p>
<p>Peccato che una rivalità così storica non abbia regalato qualche emozione in più, ma il 34-14 finale (con la seconda meta degli Eagles giunta a 3:23 dalla fine dopo 27 punti consecutivi di Dallas) sta lì a indicare tutto quanto c&#8217;è stato in questa gara, ossia una squadra in forma, ben organizzata e pronta ai playoff e un&#8217;altra in totale disfacimento nonostante il record delle ultime partite di stagione recitasse 6-1. Il problema è che questi Eagles non sono mai riusciti quest&#8217;anno a trovare un antidoto per battere Dallas la quale ha rispolverato le armi migliori per piazzare un totale di 78-40 nelle tre sfide giocate quest&#8217;anno.</p>
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		<title>Manning IV</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 17:20:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" title="Peyton Manning, MVP della Nfl per la quarta volta in carriera: nessuno come lui" src="http://www.visitshoremagazine.com/blog_shore/wp-content/uploads/2008/07/peytonbioyi8.jpg" alt="" width="240" height="297" />Peyton Manning </strong>ha vinto il quarto titolo di MVP, il secondo consecutivo, dopo le stagioni che lo videro vincere la classifica di AP nel 2003, 2004 e, appunto, 2008. Solito discorso su questi premi individuali, fanno parte del gioco, delle statistiche, di scelte umane che si possono condividere o meno e che nell&#8217;arco della loro storia lasciano sempre qualche ingiustizia dietro di sé. Ciò non toglie che mentre la Nfl elegge sul proprio sito <strong>Tom Brady</strong> come miglior atleta della decade Manning rompe la parità con <strong>Brett Favre </strong>in fatto di MVP vinti e diventa il primo giocatore di sempre a prendersi per così tante volte questo riconoscimento (ma anche con Jim Brown e Johnny Unitas a voler essere precisi, anche se il termine MVP è riconosciuto dal 1961 e la storia è un po&#8217; lunga).</p>
<p>Segno di una grande carriera, comunque la si voglia vedere, anche se come ben sappiamo sono poi i Super Bowl a fare la differenza. A parte tutte le polemiche che, eventualmente, si possono mettere in campo, ritengo questo premio meritato. Peyton Manning ha guidato i Colts sul 14-0 prima di essere messo un po&#8217; a riposo, ha lanciato per 4500 yard (57 yard in meno del suo record personale stabilito nel 2004), 33 TD (secondo miglior punteggio insieme al 2000) e un rating rasente al 100.0 (99.9).</p>
<p>E&#8217; evidente che sia molto più opinabile la classifica stilata da Nfl.com, rispetto ad un giudizio dato di anno in anno e che è comunque certamente condizionata dai titoli vinti con la squadra. Brady è il leader della franchigia più vincente del nuovo millennio, ha giocato 4 Super Bowl e ne ha vinti 3, nel 2007 fu MVP battendo tutti i record possibili e, probabilmente, la gioielleria messa in casa peserà nella storia molto di più di quanto non peseranno i  numeri di Manning, il quale è ben cosciente di dover strappare un altro <strong>Vince Lombardi Trophy</strong> per poter davvero entrare nell&#8217;Olimpo degli immortali e non essere ricordato come grande e &#8220;incompleto&#8221;. Anche se nessuno potrà mai contestare la sua grandezza e la sua classe, questo titolo di MVP è solo l&#8217;ennesima conferma della stima che gli è riconosciuta e delle capacità che spesso mostra in campo. Un po&#8217; di sangue freddo in più ai playoff e, ne sono convinto, oggi avremmo un albo d&#8217;oro decisamente diverso. Ma come detto nel post sulla finale NCAA, controprove non ne esisteranno mai e il campo ha sempre parlato più in favore di Brady, e <strong>Ben Roethlisberger</strong>, che non di Manning. E forse, anche per questo, i primi due non gli sono inferiori, anzi&#8230;</p>
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		<title>Alabama stende Texas e vince il BCS</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 11:18:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Crimson Tide hanno dovuto aspettare 17 anni, ma ora l&#8217;attesa è finita, nella notte di una Pasadena che ha visto Nick Saban riconfermarsi allenatore vincente al college dopo il fallimento in Nfl e l&#8217;Heisman Trophy 2009 Mark Ingram (22/116, 2 TD) rendersi protagonista e confermare il proprio valore nel match più importante dell&#8217;anno. Nulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Tren Richardson corre per la meta da 49 yard nel secondo quarto" src="http://ncaafootball.com/image_lib/ala_richardson_300w_010710.jpg" alt="" width="300" height="196" />I <strong>Crimson Tide</strong> hanno dovuto aspettare 17 anni, ma ora l&#8217;attesa è finita, nella notte di una Pasadena che ha visto<strong> Nick Saban</strong> riconfermarsi allenatore vincente al college dopo il fallimento in Nfl e l&#8217;Heisman Trophy 2009 <strong>Mark Ingram</strong> (22/116, 2 TD) rendersi protagonista e confermare il proprio valore nel match più importante dell&#8217;anno. Nulla da fare per Texas e il quarterback <strong>Colt McCoy</strong> (uscito subito dal gioco per un infortunio che ha cambiato subito le condizioni in campo), la stagione di Aalabama aveva dato segnali di super potenza anche e soprattutto rispetto ai Longhorns,  ed il <em>Championship </em>della BCS è servito soltanto a confermare questa sensazione.</p>
<p>Andiamo con ordine: Texas parte con il giusto mordente, difende bene, intercetta un <em>fake punt</em> di PJ Fitzgerlad (nato da un&#8217;incomprensione con la sideline) e con due field goal si porta 6-0. Al secondo drive offensivo perde però Colt McCoy placcato da <strong>Marcell Dareus </strong>su un tentativo di corsa. La partita, Texas, perdono subito un immenso protagonista. L&#8217;ingresso di <a href="http://chinabowl.playitusa.com/?p=332">Garrett Gilbert </a>è obbligato ma è anche un rischio infinito. Il freshman quarterback ha probabilmente un buon futuro davanti a se (con 12540 detiene il record per il Texas in fatto di yard lanciate alla HS) ma ci sono troppo poco lavoro e troppa poca esperienza per uscire da una finale per il titolo NCAA.</p>
<p>Gilbert è in difficoltà, qualcosa gli riesce bene, ma meno ai suoi ricevitori, qualcosa malissimo, la difesa di Aalabama cresce, lo intercetta una volta, lo mette sotto pressione mentre Ingram e <strong>Trent Richardson</strong> davanti cominciano a macinare. L&#8217;Heisman 2009 va in meta, lo segue il compagno con un <em>big play</em> da 49 yard su ottima giocata della linea, poi un field goal di Leigh Tiffin dalle 26 e, alla fine, la giocata che probabilmente crea il <em>break</em>, il distacco decisivi. A tre secondi dalal fine Texas si gioca uno <em>shovel pass</em>, solitamente giocata tranquilla, ma in campo Gilbert (che chiuderà 15/40, 186, yard, 2 TD, 4 INT) è in confusione, appoggia male il pallone, ne nasce un caos da cui esce Marcell Dareus con un intercetto che riporta in meta e chiude il primo tempo sul 24-6 per i Crimson Tide.</p>
<p>La seconda mezz&#8217;ora di gioco vede Alabama alleggerirsi un po&#8217; e Texas cominciare a cercare una disperata rimonta. Gilbert trova due lanci lunghi per <strong>Jordan Shipley</strong> (10/122) che li trasforma in altrettanti TD, ai quali si aggiunge una trasformazione da 2 punti. Texas si trova a -3 con l&#8217;inerzia che appare tutta dalla sua parte. La difesa di Alabama però cresce di nuovo forza un fumble che recupera nei pressi della goal line avversaria e rimette in moto la premiata ditta Ingram-Richardson. Il primo segna il TD della sicurezza, il secondo (che chiude 19/109, 2 TD) quello del definitivo 37-21 dopo un intercetto a Gilbert. Un TD &#8220;eccessivo&#8221;, ma cercato e voluto da Saban come sigillo finale.</p>
<p>McCoy o no Alabama era probabilmente la squadra più forte in campo e quella che di più in stagione ha mostrato il football e i risultati migliori. Personalmente ritengo che la finale della SEC contro Florida potesse tranquillamente considerarsi il vero atto conclusivo del BCS, ma la NCAA va così, senza playoff e con tante polemiche, stavolta probabilmente zittite dalla forza della squadra vincitrice. Certo è che perdere sin da subito il vero antagonista dei favoriti Crimson Tide non ha aiutato, ma va dato merito a Texas di non aver mollato e di aver creduto nella rimonta quando le cose sembravano ormai definitivamente portate a termine. Quel <em>shovel pass</em> a 3 secondi dalla fine del secondo quarto, eseguito sì male, ma inutile come chiamata, ha guastato decisamente i piani di chi stava in quel momento inseguendo. Trovarsi in un secondo tempo con 12 punti in meno invece di 18 avrebbe cambiato tanto soprattutto per come si stavano mettendo le cose in campo. E&#8217; vero però anche il contrario di tutto ciò, ossia che, forse, con soli 12 punti di vantaggio Alabama non avrebbe mollato un centimetro sul campo. Le controprove, nello sport, non esistono mai, parla il risultato del campo che ha detto Alabama e, credo, senza che nessuno possa davvero obiettare.</p>
<p>Appunto su <strong>Mark Ingram</strong> che diventa il solo giocatore dopo <strong>Matt Leinart</strong> di USC a vincere nello stesso anno Heisman Trophy e titolo nazionale.</p>
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		<title>Il mese dei campioni</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 18:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinasky</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gennaio ci dirà chi potrà partecipare al Super Bowl, febbraio chi sarà campione Nfl. Poco più di un mese per avere il verdetto finale che oggi appare più indecifrabile che mai. Fare i pronostici per la Nfl, lo si è detto mille volte, è peggio che giocare al Superenalotto, e la Week 17 lascia più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-511" title="Chris Johnson, quinta prestazione su corsa di sempre, non sarà ai playoff" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/chris-johnson.jpg" alt="Chris Johnson, quinta prestazione su corsa di sempre, non sarà ai playoff" width="170" height="234" />Gennaio ci dirà chi potrà partecipare al <strong>Super Bowl</strong>, febbraio chi sarà campione Nfl. Poco più di un mese per avere il verdetto finale che oggi appare più indecifrabile che mai. Fare i pronostici per la Nfl, lo si è detto mille volte, è peggio che giocare al <em>Superenalotto</em>, e la Week 17 lascia più dubbi che altro. Completato il &#8220;tabellone&#8221; Afc non resta che aspettare sabato per le Wild card, uno dei week end di solito più divertenti e <em>impronosticabili </em>della lega. Facile oggi parlare di Dallas per la Nfc, i Cowboys si sono levati di dosso la maledizione di dicembre, hanno chiuso la stagione in crescita, hanno rifilato due &#8220;cappotti&#8221; ad altrettanti rivali divisionali, vinto la Nfc East e spazzato via Philadelphia che, pochi giorni fa, era vista da molti come possibile regina della conference.</p>
<p>Dallas ora partirà all&#8217;assalto della prima vittoria ai playoff dai tempi di <strong>Troy Aikman</strong> e soci ma, soprattutto, ha le carte in regola per andare avanti. Squadra quadrata con un buon attacco ed una difesa che può dare tanto, la franchigia texana può sorprendere chiunque. Il re-match contro gli Eagles sarà però altra partita e, d&#8217;altro canto, anche Green Bay sembra oggi battezzata dagli astri come vera pretendente alla corona, con un Aaron Rodgers assolutamente fantastico e una formazione che nel complesso sta girando a mille. Si punta meno quindi su Arizona, squadra misteriosa che lo scorso anno sorprese però tutti arrivando a 12 secondi dal titolo. <strong>Kurt Warner</strong> e soci non sono in vacanza sono, anzi, squadra da temere, gruppo che vuole rifarsi della beffa subita un anno fa e che ha dimostrato di poter emergere nei momenti caldi della stagione. Riposeranno New Orleans, #1 della Nfc che pare aver già speso tutto, e Minnesota, capace di riprendersi le giuste quotazioni (e il <em>bye</em>) sui resti dei NY Giants.</p>
<p>Tornando alla Afc, le due notizie più importanti non faranno parte della post season: la prima riguarda <strong>Wes Welker</strong>, fondamentale (e fortissimo) WR dei Patriots che starà fuori sei mesi a causa di un crociato anteriore saltato in un movimento fortuito. La seconda riguarda <strong>Chris Johnson</strong>, RB dei Tennesse Titans che ha chiuso la stagione con 2006 yard corse ma vedrà i playoff dal salotto di casa vista l&#8217;eliminazione dei suoi che dopo un avvio tremendo sono riusciti a limitare i danni chiudendo 8-8. Johnson è il sesto giocatore nella storia Nfl a chiudere la stagione oltre le 2000 yard corse. Batte anche <strong>OJ Simpson</strong>, che nel 1973 ne corse 2003. Lo precedono invece <strong>Eric Dickerson</strong> (2105 nel 1984), Jamal Lewis (2066 nel 2003), <strong>Barry Sanders </strong>(2053 nel 1997) e Terrell Davis (2008 nel 1998).</p>
<p>New England aprirà contro Baltimore in una sfida piuttosto affascinante. L&#8217;andamento altalenante dei Ravens (così come di molte squadre abbastanza quotate nella conference) ci direbbe che i Pats partono favoriti, nonostante Welker e nonostante un record non favoloso (10-6). Molte le rimonte subire, molte le cose da mettere in riga, dalla difesa a una condizione di <strong>Tom Brady</strong> non sempre costante. Ma se Baltimore recupera il vero valore difensivo può far male. E portare a casa il colpo. L&#8217;altra wild card vedrà di fronte NY Jets e Cincinnati. I Jets sembrano ai playoff quasi per caso, un calendario che nelle ultime due sfide li ha messi di fronte a squadre arrendevoli e con la testa già al gennaio che conta, quell odelle eliminazioni dirette. Incontreranno i Bengals come è già successo stanotte, in un inedito scenario che vede ben tre sfide ripetersi tra l&#8217;ultima dio stagione regolare e le wild card. Dallas-Phila, Arizona-Green Bay e Cincinnati-NY Jets.</p>
<p>Anche i Bengals convincono relativamente, nonostante alcune punte altissime toccate in stagione ritengo che i loro successi dipendano soprattutto dai fallimenti di Pittsburgh, gli alti e bassi di Baltimore e, in altra division, la mancata conferma dei Titans. Tra sabato e domenica tre rivincite, quindi, con nulla di scontato e l&#8217;impossibilità che si ripetano certe batoste viste ieri. E&#8217; ora di cominciare, si parte per i Playoff 2009, con il peso di un contratto collettivo che manca e, forse, spegnerà le luci della stagione 2011. Adesso è però tempo di giocare.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo gioiello di Tim Tebow</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 12:19:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nessuno sa come e quanto renderà in Nfl Tim Tebow, ma una certezza penso l&#8217;abbiano tutti: la storia del college football non potrà mai più essere raccontata senza nominare il quarterback di Florida. Dopo il commovente addio in uno stadio che esplodeva poco più di un mese fa e la delusione per aver perso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-505" title="Tim Tebopw esulta dopo una meta con il centro Maurkice Pouncey" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/9apr4xe.jpg" alt="Tim Tebopw esulta dopo una meta con il centro Maurkice Pouncey" width="210" height="285" />Nessuno sa come e quanto renderà in Nfl <strong>Tim Tebow</strong>, ma una certezza penso l&#8217;abbiano tutti: la storia del college football non potrà mai più essere raccontata senza nominare il quarterback di Florida. Dopo il commovente addio in uno stadio che esplodeva poco più di un mese fa e la delusione per aver perso la finale della SEC e, di conseguenza, la possibilità di giocarsi il titolo nazionale, Tebow completa una partita meravigliosa e spinge i <strong>Gators </strong>alla conquista del prestigioso <strong>Sugar Bowl</strong>. Una prestazione che, in numeri, recita 31/35, 482 yard e 3 TD , senza nessun intercetto ed una media per completo pari a 13.8 yard.</p>
<p>A questo si deve aggiungere un TD su corsa (14/51 la statistica) e una prestazione da leader assoluto. Tutto si può dire del ragazzo dell&#8217;Università della Florida<strong></strong>, ma carattere, serietà, coraggio e dedizione al lavoro non gli sono mai mancati. Per questo, forse, potrà interessare a qualcuno averlo anche tra i professionisti, benché la tipologia di gioco non si avvicini per niente all&#8217;attuale mondo Nfl. Forse bisognerà lavorarci, togliergli l&#8217;idea di poter sfruttare il fisico per dominare come in Ncaa, ma il ragazzo ci proverà a tutti i costi e una chance, certamente, l&#8217;avrà. C&#8217;è chi dice non come quarterback, chissà&#8230;</p>
<p><strong>Sugar Bowl</strong> che ad eccezione della prova di Tebow lascia comunque pochi spazi di commento, Florida travolge <strong>Cincinnati </strong>51-24 portandosi, nel giro di un quarto e mezzo, subito sul 23-0 e chiudendo i primi trenta minuti di football sul 30-3. Considerando i due titoli nazionali del 2006 e del 2008, per i ragazzi guidati da <strong>Urban Meyer</strong> si tratta del terzo bowl &#8220;maggiore&#8221; vinto nelle ultime quattro stagioni.</p>
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		<title>La Big Ten rialza la testa</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 11:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinasky</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-502" title="Jim Tressel e Terrelle Pryor si abbracciano dopo aver conquistato il Rose Bowl" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2010/01/AP100101111183.jpg" alt="Jim Tressel e Terrelle Pryor si abbracciano dopo aver conquistato il Rose Bowl" width="230" height="256" />Dopo varie stagioni di sofferenze e risultati negativi, le squadre della più antica conference del college football sembrano aver trovato in questa volata di stagione fatta di bowl minori e maggiori la forza per rialzarsi e tornare al vertice. Succede grazie a <strong>Ohio State</strong>, che vince il <strong>Rose Bowl</strong> battendo Oregon (26-17 il risultato finale) in una partita a tratti difficile che ha finalmente trovato in <strong>Terrelle Pryor</strong> uomo in grado di emergere e trascinare i propri colori alla vittoria.</p>
<p>Pryor (23/67, 266 yard, 2 TD, INT e 20/62 su corsa) ha cominciato ad avere problemi intorno al secondo quarto quando i Ducks, prese le misure, cominciavano a mettere più pressione e a chiudere molti dei buchi disponibili per le giocate su corsa del quarterback dei <strong>Buckeyes</strong>. Il programma della Pac-10 ha ad un certo punto assaporato l&#8217;idea dell&#8217;impresa portandosi avanti 17-16 nel terzo quarto, ma la difesa dei Bucks è tornata ad alzare il muro e per gli avversari non c&#8217;è stato molto da fare. Una grande vittoria che riporta non solo OSU a vincere un bowl decisivo, ma che lancia Pryor in prima pagina (200 yard in pioù lanciate rispetto al Fiesta Bowl 2009) e mette tranquillo <strong>Jim Tressel</strong> dopo una stagione che lo aveva visto più volte in discussione.</p>
<p>Festeggia anche Penn State che batte LSU rimettendo la Big Ten per un attimo davanti alla SEC. I <strong>Nittany Lions </strong>partono forte, ma tra la fine del terzo quarto e l&#8217;inizio dell&#8217;ultimo l&#8217;inerzia cambia del tutto ed i Tigers sembrano pronti per prendere in mano la gara andando in vantaggio 17-16 e recuperando un -13 in circa tre minuti effettivi. Louisisana State pensa di poter gestire al meglio la partita che non viene chiusa e si risolve con un field goal di <strong>Colin Wagner</strong> a meno di un minuto dal termine. L&#8217;ultimo drive si chiude con lanci incompleti per LSU che regalano a Penn State il Capital One Bowl.</p>
<p>Alle vittorie dei due programmi blasonati si aggiunge la grande vittoria di <strong>Wisconsin </strong>su Miami (20-14 nel Champs Sports Bowl), mentre Minnesota è uscita sconfitta dall&#8217;Insight Bowl (13-14 contro Iowa State). Perde anche Northwestern una gara tiratissima contro Auburn (35-38) durante un <strong>Outback Bowl </strong>poi chiusosi in overtime dopo la rimonta finale di <strong>Mike Kafka</strong> e compagni. Record per ora di 3-2, con Michigan State ed Iowa che dovranno dirci se questa <strong>Big Ten</strong> potrà essere, quest&#8217;anno, conference davvero vincente, anche se i due sigilli della notte scorsa sono molto importanti soprattutto, pare ovvio dirlo, il <strong>Rose Bowl</strong> di OSU.</p>
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		<title>Ultima tappa</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 12:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinasky</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto deciso in Nfc, dove solo il fattore campo per la  postseason non è ancora deciso. New Orleans è riuscita ad aggiudicarsi il #1 del &#8220;tabellone&#8221; grazie all&#8217;inattesa sconfitta di Minnesota al Soldier Field, dove i Vikings (2-3 nelle ultime cinque uscite) hanno mostrato di nuovo di non essere al livello retto tra settembre e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-499" title="Peyton Manning a bordo campo assiste alle prove dell'attacco dei Colts" src="http://chinabowl.playitusa.com/wp-content/uploads/2009/12/manning.jpg-218x300.jpg" alt="Peyton Manning a bordo campo assiste alle prove dell'attacco dei Colts" width="218" height="300" />Tutto deciso in Nfc, dove solo il fattore campo per la  postseason non è ancora deciso. New Orleans è riuscita ad aggiudicarsi il #1 del &#8220;tabellone&#8221; grazie all&#8217;inattesa sconfitta di Minnesota al Soldier Field, dove i Vikings (2-3 nelle ultime cinque uscite) hanno mostrato di nuovo di non essere al livello retto tra settembre e ottobre. Vero che Brett Favre e compagni nella ripresa hanno dato vita a un&#8217;ottima prestazione, rimontando da 16, prima, e 17 punti, poi, di svantaggio, ma è altrettanto vero che di fronte a loro c&#8217;erano i <strong>Chicago Bears</strong>, una delle grandi delusioni dell&#8217;anno capaci di una impennata d&#8217;orgoglio che ha permesso loro di registrare un 36-30 in overtime e di resuscitare addirittura nei supplementari dopo aver fallito il field goal decisivo con Robbie Gould, di solito cecchino infallibile nei momenti chiave.</p>
<p>Minnesota rischia di perdere il à2 in favore di Philadelphia, squadra che, per esperienza e compattezza, potrebbe oggi rappresentare la vera forza all&#8217;interno della National Football Conference. Grazie al crollo dei<strong> NY Giants</strong> (un pesantissimo 9-41 interno contro Carolina) si risove il problema dell&#8217;ultima wild card. Insieme ad Arizona, campione di conference in carica che ha vinto la propria divisione, escono i nomi di Green Bay e Dallas. I Cowboys festeggiano la qualificazione col botto, vincono sugli eterni rivali di Washington lasciandoli a secco di punti e condiscono lo <em>sweep </em>stagionale senza subire un solo touchdown nelle due gare. Non era mai successo prima.</p>
<p>In Afc, invece, la storia è molto più complessa. Cinque squadre a 8-7, decine di calcoli e procedure di &#8220;spareggio&#8221; da effettuare e , potenzialmente, ancora la possibilità che qualcuna passi con 8-8, record che di solito segnala una certa mediocrità. Così non è, in realtà, ma è evidente che l&#8217;alternanza di risultati (e prestazioni) di Baltimore e Pittsburgh, abbia tolto molto valore a questa conference, così come la pessima partenza di Tennessee. Ravens quasi certi del passaggio, Steelers che sperano, Houston e Denver ancora in scia e, insieme a tutte queste, i NY Jets, favoriti dalla vittoria su Indianapolis, la prima sconfitta 2009 per i Colts.</p>
<p><strong>Peyton Manning</strong> e compagni hanno tirato i remi in barca dopo aver allungato in modo tranquillo e sicuro nel risultato e il coaching staff ha ben pensato di cominciare a centellinare alcuni titolari. Scelta giusta, sbagliata? Poco importa, i Colts hanno già raggiunto ogni obiettivo di stagione regolare ed hanno deciso che la stagione perfetta gli interessa il giusto, cioè niente. In questa Lega conta chi alza il Lombardi Trophy e la storiella di due stagioni fa ce lo ha insegnato bene. Lo stendardo esposto nello stadio di Boston con scritto &#8220;16-0&#8243; non vale niente rispetto a quello che si vede oggi al Giants Stadium con scritto &#8220;World Champions &#8211; 2007&#8243;.</p>
<p>Avevo già scritto che i Colts annusano da un po&#8217; l&#8217;odore di impresa, e l&#8217;Impresa con la maiuscola, quella che ti fa davvero entrare nella storia, la ottieni vincendo la partita che si gioca il 7 febbraio. I playoff sembrano quasi un altro campionato, non è importante con che record ci si arriva, è importante esserci.</p>
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		<title>Tacchino e football</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 16:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chinasky</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giovedì probabilmente più bello dell&#8217;anno. Per gli americani il giorno del Ringraziamento, con un po&#8217; di football (un po&#8217;, si fa per dire, è un po&#8217; tanto), per gli appassionati del resto del mondo solo palla ovale. Classica sfida a Detroit (contro Green Bay, ore 18.30 italiane) e a Dallas (contro Oakland, 22.15) le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giovedì probabilmente più bello dell&#8217;anno. Per gli americani il giorno del Ringraziamento, con un po&#8217; di football (un po&#8217;, si fa per dire, è un po&#8217; <em>tanto</em>), per gli appassionati del resto del mondo solo palla ovale. Classica sfida a <strong>Detroit</strong> (contro Green Bay, ore 18.30 italiane) e a <strong>Dallas </strong>(contro Oakland, 22.15) le due città che, da decenni, hanno diritto di ospitare l&#8217;evento durante il Thanksgiving Day (Thanksgiving Classic, per l&#8217;appunto). Da qualche anno poi, precisamente dall&#8217;avvento di <strong>Nfl Network</strong>, una terza partita aggiuntiva da trasmettere sul canale della Lega.</p>
<p>A differenza delle altre due sfide, che come detto hanno sempre la squadra ospitante &#8220;fissa&#8221;, la terza partita (ore 2.20 italiane) cambia ogni anno. Questa volta tocca a Denver-NY Giants,  si gioca al Mile High e propone la sfida tra due squadre partite fortissimo e poi scontratesi con grossi problemi e tante batoste. E&#8217; una serata &#8220;playoff&#8221; e ci sono un minimo di 12 ore di football da vedersi tutte d&#8217;un fiato. Serata playoff perché Green Bay deve vincere per tenere in piedi le speranze di una wild card in Nfc, mentre Dallas e NY Giants si sfidano a distanza per proseguire la corsa al titolo divisionale, unica vera garanzia di qualificazione.</p>
<p>Favoriti i Packers e i Cowboys, i Giants avranno di fronte una Denver che dopo la sconfitta con San Diego si ritrova in una situazione che mai avrebbe immaginato un mese fa, ossia quella di inseguire i Chargers, ora a 7-3, mentre i Broncos sono 6-4 dopo il 6-0 iniziale.</p>
<p>Torniamo un attimo all&#8217;evento del Ringraziamento in sé, il football giocato in questa giornata è un po&#8217; ovunque, ci sono &#8220;classiche&#8221; di high school, di college, ed anche i cosiddetti <strong>Turkey Bowl</strong>, organizzati da gente comune che prima del rientro  a casa si dedica al flag football (o simili) senza tanto badare a clima, temperatura o altro (sono detti anche Turkwy Bowl, o Turkey Game Day le sfide tradizionali del football liceale giocate in questo giorno). Ai tempi della AFL si giocava una partita durante questa ricorrenza esattamente come succedeva per la NFL ma, dopo la fusione, soltanto Detroit (sin dal 1920, anno di nascita della Nfl) e Dallas (1960) mantennero il diritto di ospitare la gara. <strong>Lamar Hunt</strong>, storico fondatore dei Kansas City Chiefs, si è battuto per anni affinché la sua squadra potesse ospitare di nuovo una gara per il Ringraziamento.</p>
<p>Ci riuscì soltanto nel 2006, quando grazie ad Nfl Network, la lega aggiunse una partita a scopi puramente televisivi. Hunt si trovava in ospedale e la copertura di Nfl Network non era ancora così estesa a quei tempi tanto che nel luogo dove si trovava lui il segnale non arrivava. Fu così che la figlia si sintonizzò da casa e lasciò il telefono con chiamata aperta di fianco all&#8217;apparecchio televisivo di modo che Hunt potesse ascoltare la telecronaca. Dopo 37 anni i Chiefs ospitavano un Thanksgiving Classic e il grande capo se ne stava all&#8217;ospedale. Era il 24 novembre 2006, l&#8217;avversario era Denver e i Chiefs vinsero 19 a 10 con un grande <strong>Larry Johnson</strong>. L&#8217;attesa di papà Hunt era finalmente stata ripagata.</p>
<p>Lamar Hunt sarebbe morto pochi giorni dopo, il 13 dicembre, lasciando come sempre in questi casi un grande vuoto. Persona che aveva fortemente amato lo sport in generale, e non solo i propri Chiefs, e che aveva contribuito alla crescita del football americano e della sua espansione a livello professionistico, Hunt era Hall of Famer nel DNA, come gli Halas, i Lombardi o i Mara. La gara dell&#8217;Arrowhead Stadium per il giorno del Ringraziamento fu l&#8217;ultima che riuscì a seguire e, come spinti da un insolito destino, i Chiefs la vinsero. Anche per lui.</p>
<p><a href="http://playitusa.com/articolo.php?id=5248">Questo fu il mio breve resoconto per Play.It ai tempi.</a></p>
<p>Buon football a tutti e, per chi ci tiene, buon giorno del Ringraziamento. A Espn America o Game Pass non so, ma per questa serata di football dobbiamo ringraziare anche loro.</p>
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